Il valore storico e
culturale del progetto
Antichi Organi,
patrimonio d’Europa

Il grande valore della rassegna Antichi Organi Patrimonio d’Europa risiede in tanti preziosi elementi: la valorizzazione degli strumenti e dei luoghi, la riproposizione di musiche di grande valore e di epoche diverse, lo spazio dato a tanti esecutori. È di particolare rilievo il fatto che la cultura che è qui promossa è vicina alle realtà locali e alla storia di tante comunità che nei secoli passati hanno voluto dotare la loro chiesa di un organo, così come vicine alla cultura popolare erano molte composizioni nate insieme a questi strumenti e oggi riproposte.

Un altro valore insostituibile sta nell’aver promosso tanti restauri; anche in questa stagione vengono proposti strumenti recentemente restaurati o revisionati. Il restauro di un organo come ogni restauro non è “ricondurre il bene all’antico splendore” né riportare indietro le lancette del tempo ma valorizzarlo nelle sue caratteristiche individuali rispettando la stratificazione storica, al fine di fruirne e di consegnarlo al futuro.

Nel caso degli strumenti musicali questa valorizzazione si deve coniugare alla piena possibilità di utilizzo mantenendo qualità e genuinità del suono; il restauro, operazione culturale e scientifica, pone in questo campo sfide specifiche e non sempre di facile soluzione che richiedono l’apporto di operatori qualificati e il controllo dell’ente di tutela.

L’ammirevole continuità è uno dei tratti che aggiungono ulteriore valore a questa rassegna: quarantacinque edizioni senza interruzioni rendono merito agli organizzatori e ai tanti enti, parrocchie e appassionati che l’hanno sostenuta dal principio.

È quindi con convinto apprezzamento che saluto a nome del Ministero della cultura la nuova stagione concertistica e tutti coloro che vi prenderanno parte come organizzatori, sostenitori, esecutori e ascoltatori.

Arch. Roberto Nessi
Soprintendenza archeologia, belle arti e
paesaggio per le province di Como, Lecco, 
Monza e Brianza, Pavia, Sondrio e Varese

“AntichiOrganiVarese” diventa un’app disponibile su PlayStore e AppleStore

La Direzione Artistica di Antichi Organi,
Patrimonio d’Europa

Il Direttore Artistico Irene De Ruvo

Irene De Ruvo

Dopo essersi diplomata in Organo, Clavicembalo e Pianoforte, ha conseguito il biennio superiore in Organo con il massimo dei voti. Ha partecipato a numerosi corsi di prassi d’esecuzione organistica con maestri di fama internazionale (L.F. Tagliavini, F. Cera, E. Bellotti, M. Radulescu, P. Crivellaro). Si è specializzata a Basilea (CH) nel repertorio barocco con il maestro J.C. Zehnder ed  ha seguito i corsi di direzione d’orchestra con il maestro P. Gelmini.

Ha tenuto concerti presso importanti sedi culturali in Italia e all’estero. Nel 2013 è stata in tournée in Giappone dove è stata chiamata per suonare in concerto e per tenere  alcune lezioni d’interpretazione della musica organistica barocca. E’ organista titolare dell’organo meccanico Livio Tornaghi (1850) della chiesa di S. Maria in Carrobiolo di Monza.

In qualità di solista, all’organo e al clavicembalo, e come direttore di formazioni cameristiche e orchestrali, collabora con musicisti di fama internazionale (P. O’Dette, D. Sherwin, B .Dickey). Inotre, è direttore artistico di diverse stagioni musicali della Lombardia (Festival Organistico Internazionale ImagoMagi, Antichi Organi della Provincia di Varese, Villa in Musica).

È direttore della scuola Civica di Musica di Cassina de Pecchi, in cui insegna pianoforte.

E’ stata docente di Organo presso Conservatorio “Francesco Cilea” di Reggio Calabria (2020-2021),  di Organo presso il Corservatorio “G. Verdi” di Como e attualmente insegna Pratica Organistica e Canto Gregoriano presso il conservatorio “G. Martucci” (2021-2025) di Salerno.